Sicurezza in cantiere: rendere visibile quello che accade davvero
Nel 2025 le Costruzioni sono state il primo settore italiano per numero di vittime sul lavoro: 148 decessi denunciati in occasione di lavoro, davanti al manifatturiero e ai trasporti. Nello stesso periodo, però, l’indice di incidenza del settore è sceso da 1,50 a 1,13 morti ogni 10.000 occupati tra il 2019 e il 2024, con quasi 290.000 addetti in più. Il cantiere resta il luogo di lavoro più pericoloso d’Italia, ma è anche uno dei pochi dove il miglioramento è misurabile.
La domanda utile, allora, non è se la sicurezza in cantiere si possa migliorare. È dove agire perché il miglioramento continui. E su questo i dati INAIL sono più precisi di quanto si creda.
Tre numeri che spostano il problema
Il sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali e gravi Infor.MO, gestito da INAIL con Regioni e Dipartimenti di prevenzione delle ASL, ricostruisce le cause di ogni evento attraverso le indagini svolte dopo l’infortunio. Dall’ultima analisi emergono tre elementi che riguardano direttamente l’organizzazione del cantiere
49%
dei casi ha come fattore determinante o modulatore l’attività dell’infortunato: azioni estemporanee, carenze di formazione e addestramento, e
pratiche abituali rischiose. In edilizia le prassi abituali da sole superano il 25%.
Fonte: INAIL, Rapporto Infor.MO 2025
39,6%
è il peso del fattore vigilanza, verifica e coordinamento nel settore Edilizia, riferito ai soggetti che hanno quei compiti per legge: impresa affidataria, esecutori, coordinatore per l’esecuzione.
Fonte: INAIL, integrazione Infor.MO / Pre.Vi.S
64%
degli infortuni analizzati in edilizia è avvenuto in microimprese fino a 9 addetti, dato che riflette la frammentazione del settore in appalti e subappalti.
Fonte: INAIL, studio su 607 infortuni in edilizia
Letti insieme, questi numeri dicono una cosa scomoda: il problema documentato non è
l’assenza di norme. Il Titolo IV del D.Lgs. 81/2008 dedica ai cantieri temporanei o mobili
un titolo intero e quindici allegati, e gli articoli 92 e 97 definiscono con precisione gli
obblighi di verifica e coordinamento. Il problema è la distanza tra la procedura scritta e la
prassi che si consolida in cantiere — una distanza che non è visibile a chi verifica
i documenti, perché per definizione non compare nei documenti.
Le prassi scorrette, va detto, non nascono nella testa del singolo operaio. Le produce
l’organizzazione: tempi, margini, sequenze di lavorazioni sovrapposte. Ed è a livello
organizzativo che si correggono, purché qualcuno le veda.
Tre modi diversi di ridurre il rischio
DroinCam e Droinservice (DW Service Srls) intervengono su tre livelli distinti, con promesse diverse. Tenerle
separate serve a valutarle: sono verificabili una per una.
1. Eliminare l’esposizione
La caduta dall’alto o in profondità è la modalità più frequente degli infortuni mortali in
edilizia, con il 58,3% dei casi, e le attrezzature per il lavoro in quota sono la voce più
ricorrente. L’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 mette l’eliminazione del rischio alla sorgente in
cima alla gerarchia delle misure di tutela, prima della protezione collettiva e molto prima dei
dispositivi di protezione individuale. Ogni ispezione di copertura, facciata, cornicione o
struttura in quota eseguita con drone è, letteralmente, una persona che non sale.
2. Rendere osservabile la prassi
Il monitoraggio continuo non serve a cogliere il singolo gesto: serve a mostrare le
condizioni che durano. Il parapetto smontato lunedì e rimontato giovedì, l’accesso al ponteggio
che tutti fanno dal lato sbagliato perché la scala è scomoda, lo stoccaggio che occupa la via
di fuga per tre settimane. Sono condizioni organizzative, e sono correggibili da chi decide.
3. Comprimere il tempo di soccorso
Nei lavori in solitario, negli ambienti confinati, sui cantieri lineari estesi dove nessuno
vede nessuno, l’intervallo tra l’evento e il soccorso è ciò che separa l’infortunio grave da
quello mortale. I dispositivi indossabili con rilevamento automatico “uomo a terra” e
localizzazione non prevengono l’evento: fanno arrivare i soccorsi sapendo cosa è successo e
dove — e questo evita anche le dinamiche di soccorso improvvisato che INAIL ha documentato in
più eventi plurimi.
Cosa questi strumenti non fanno
Vale la pena dirlo prima, perché è il modo più rapido di capire se questo approccio serve
al vostro cantiere.
- Il monitoraggio timelapse non intercetta l’atto insicuro istantaneo.
Con un fotogramma ogni pochi minuti, l’operatore che si sgancia per trenta secondi non viene
registrato. Quello che il sistema documenta con affidabilità sono le condizioni che persistono
per ore o giorni. - Non identifichiamo le persone. Nessun riconoscimento facciale, nessun
dato biometrico, nessuna associazione tra un comportamento osservato e un lavoratore
specifico. È una scelta di impostazione, non un limite tecnico da superare più avanti. - Non rileviamo l’uso dell’imbracatura né l’aggancio alla linea vita.
Sono i gesti che decidono l’esito di una caduta dall’alto, e nessun sistema di osservazione
a distanza li accerta in modo affidabile. Chi lo promette sta descrivendo qualcosa che non
può dimostrare. - Nessuno di questi strumenti riduce il rischio da solo. Riducono il
rischio se qualcuno agisce su ciò che mostrano. Senza un processo definito — chi guarda, con
che frequenza, con quale escalation — un archivio di immagini diventa soltanto la prova che
si sapeva. Per questo il servizio comprende il processo, non solo l’infrastruttura.
I moduli del sistema
Ispezioni e rilievi da drone
Ispezione tecnica di coperture, facciate, strutture in quota, impianti e opere d’arte
senza accesso fisico dell’operatore. DW Service opera con certificazione ENAC/EASA dal 2014.
- Cosa vedi
- Stato di conservazione, dissesti, difetti puntuali documentati con immagini
georeferenziate e ad alta risoluzione. - Cosa decidi
- Se e dove è necessario un intervento in quota, con l’esposizione ridotta ai soli
interventi effettivamente necessari. - Fattore di rischio su cui incide
- Caduta dall’alto o in profondità dell’infortunato: 58,3% degli eventi mortali in
edilizia. Misura di eliminazione alla sorgente ai sensi dell’art. 15 D.Lgs. 81/2008. - Vai al servizio.
Rilievo fotogrammetrico e verifica del layout di cantiere
Restituzione metrica dell’area con confronto periodico tra l’organizzazione reale del
cantiere e quella pianificata: vie di circolazione, aree di stoccaggio, distanze, raggio
d’azione dei mezzi di sollevamento, interferenze aeree.
- Cosa vedi
- Dove il cantiere reale si è discostato dal layout previsto, con misure e non a stima.
- Cosa decidi
- Riorganizzazione delle aree, posizionamento dei mezzi, aggiornamento delle misure di
coordinamento. - Fattore di rischio su cui incide
- Condizioni dell’ambiente di lavoro: assenza di barriere e protezioni, ingombri,
mancanza di percorsi sicuri. È anche la verifica che l’art. 97 chiede all’impresa
affidataria e che difficilmente si esegue senza un rilievo. - Vai al servizio.
Monitoraggio timelapse continuo
Osservazione fotografica intervallata dell’avanzamento e delle condizioni di cantiere, con
archivio consultabile e produzione di sequenze per la comunicazione di progetto.
- Cosa vedi
- L’evoluzione delle condizioni nel tempo: allestimenti e smontaggi, percorsi
effettivamente usati, occupazione delle aree, sequenze di lavorazioni sovrapposte. - Cosa decidi
- Quando e dove concentrare il sopralluogo. Un coordinatore con visibilità continua non
va in cantiere per calendario: ci va perché ha visto qualcosa che è cambiato. - Fattore di rischio su cui incide
- Pratiche abituali rischiose, oltre il 25% dei fattori in edilizia, e il fattore
vigilanza, verifica e coordinamento al 39,6%. - Vai al servizio.
Sicurezza delle maestranze — dispositivi indossabili
Dispositivi con rilevamento automatico di caduta e uomo a terra, chiamata di emergenza e
localizzazione, in collaborazione con il partner tecnologico Seremy.
- Cosa vedi
- L’evento nel momento in cui accade, con la posizione di chi lo ha subito.
- Cosa decidi
- Attivazione immediata del soccorso, con informazioni sufficienti a non improvvisare.
- Fattore di rischio su cui incide
- Tempo di soccorso nei lavori in solitario e negli ambienti dove il lavoratore non è in
vista. Non riduce la probabilità dell’evento: riduce la probabilità che sia mortale. - Vai al servizio.
Sorveglianza e controllo dell’area
Presidio dell’area di cantiere e gestione degli accessi con soluzioni del partner
BauWatch, integrate nel sistema di monitoraggio.
- Cosa vedi
- Accessi, presenze fuori orario, intrusioni.
- Cosa decidi
- Interventi di presidio, protezione dei materiali, gestione delle aree interdette.
- Fattore di rischio su cui incide
- Presenza non autorizzata e non coordinata nell’area, condizione che ricorre nei casi
che coinvolgono lavoratori irregolari — l’11,5% dei decessi in edilizia. - Vai al servizio.
Servizio tecnico collegato: analisi termografica degli impianti
elettrici di cantiere (quadri elettrici, quadri di comando, trasformatori), eseguita e
refertata da personale certificato UNI EN ISO 9712 metodo TT — Livello 1 per il rilievo sul
campo, Livello 2 per la redazione del report. Vai al servizio.
Indicatori di prassi: cosa si può misurare e cosa no
Dall’archivio timelapse è possibile ricavare indicatori sull’andamento nel tempo di alcune
condizioni osservabili, tra cui la presenza di elmetto e indumento ad alta visibilità nelle
aree e nelle fasce orarie definite. Su questo punto serve precisione, perché è facile
promettere più di quanto un’osservazione a distanza possa dare.
Non è un tasso di conformità. Un tasso presuppone un denominatore completo —
tutti i lavoratori, tutto il tempo — che l’osservazione intervallata non fornisce. Quello che
si ottiene è una prevalenza osservata su campione temporale: un dato robusto
se confrontato con sé stesso nel tempo, e privo di significato se presentato come una
percentuale assoluta.
Il valore sta nel trend, non nel livello. Un indicatore che si degrada nelle
ultime settimane di cantiere, o costantemente in una fascia oraria, o su una lavorazione
specifica, segnala qualcosa di organizzativo. È un’informazione che l’impresa affidataria e il
coordinatore per l’esecuzione possono usare, ed è esattamente la classe di problemi che il
fattore “vigilanza, verifica e coordinamento” descrive.
I dati sono aggregati e non riferibili a persone identificate. Non
esistono, e non sono previsti, indicatori individuali.
Un punto in cui la burocrazia si comporta da prevenzione
C’è un’obiezione ragionevole a tutto questo: il cantiere è già saturo di adempimenti, e
aggiungerne uno raramente produce sicurezza. È un’obiezione che condividiamo. Con
un’eccezione che vale la pena conoscere.
Il modello OT23 è lo strumento con cui INAIL riduce il tasso medio di
tariffa alle aziende che realizzano interventi di miglioramento aggiuntivi rispetto agli
obblighi di legge. Il modello per l’anno 2027 è stato pubblicato con istruzione operativa
del 24 luglio 2026: gli interventi vanno realizzati entro il 31 dicembre 2026 e la domanda si
presenta entro il 1° marzo 2027.
All’interno delle 65 voci del modello ce n’è una, la E-10, che non chiede un
registro da compilare. Chiede un sistema di rilevazione dei mancati infortuni con eventi reali,
cause ricostruite e misure correttive attuate. La documentazione probante ammessa comprende
espressamente immagini e video. L’esempio riportato dal modello è il ponteggio,
con verifiche periodiche sulla corretta installazione e sul corretto uso. E la procedura deve
includere esplicitamente il personale degli appaltatori e dei subappaltatori —
l’unico punto del modello in cui la catena di subappalto viene nominata.
Su questo terreno un sistema di osservazione continua non è un adempimento in più: è la
fonte che rende producibile la documentazione richiesta.
Precisazione necessaria. Il monitoraggio timelapse e le
riprese da drone non sono, in sé, voci del modello OT23: nessuna delle 65 voci prevede
l’acquisto di un servizio di questo tipo. Abilitano la documentazione richiesta dalla voce
E-10, che l’azienda realizza e dichiara in proprio. La percentuale di riduzione applicabile e
l’importo dipendono dai lavoratori-anno della PAT e dalle voci di tariffa, e vanno determinati
dal consulente del lavoro dell’azienda; l’ammissibilità della domanda è valutata dalla sede
INAIL competente, che verifica anche requisiti di regolarità contributiva e di sicurezza
estranei al perimetro di questo servizio.
Legittimità: come si installa un sistema di questo tipo
Un impianto dal quale derivi anche la sola possibilità di controllo a distanza dell’attività
dei lavoratori rientra nell’ambito dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori
(L. 300/1970). Installazioni motivate da esigenze organizzative, produttive o di
sicurezza del lavoro sono consentite previo accordo con le rappresentanze sindacali oppure,
in mancanza, previa autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro. È l’installazione a essere
soggetta a questo passaggio, non l’uso che se ne fa: quindi il percorso va fatto a monte, non
a valle di un problema.
Il nostro approccio operativo:
- il percorso di accordo sindacale o di autorizzazione viene impostato prima
dell’installazione, e lo supportiamo con la documentazione tecnica necessaria; - la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) è parte dell’avvio del servizio;
- nessun riconoscimento facciale, nessun dato biometrico, nessun trattamento che rientri
nell’art. 9 del GDPR; - tempi di conservazione dei fotogrammi sorgente definiti contrattualmente e documentati;
- informativa ai lavoratori e segnaletica in cantiere predisposte all’attivazione.
Questo capitolo allunga i tempi di avvio di qualche settimana. È l’unico modo per cui i dati
raccolti abbiano valore utilizzabile, anche in sede di verifica.
Dove abbiamo lavorato
DW Service Srls opera dal 2014 con certificazione ENAC/EASA per operazioni con aeromobili a
pilotaggio remoto, su tutto il territorio nazionale. Tra i committenti: Ferrari, Amazon, RFI,
Aeronautica Militare.
Approfondimento tecnico: monitoraggio di cantieri per infrastrutture
lineari — strade e ferrovie, con il dettaglio dei moduli attivati e delle modalità
operative.
Lo schema di qualificazione OT23 2027
È il foglio di lavoro che viene usato internamente per capire quali voci del modello OT23 2027
sono compatibili con un cantiere monitorato: le voci pertinenti con tipo A/B e documentazione
probante richiesta, quelle che non qualificano e perché, la tabella dei coefficienti di
settore e le scadenze.
Verifica di fattibilità E-10 sul tuo cantiere
Trenta minuti in call. Valutiamo una sola cosa, quella su cui possiamo essere utili: se
sul tuo cantiere è tecnicamente possibile produrre entro il 31 dicembre 2026 la documentazione che la voce E-10 richiede, e cosa serve per farlo. Ne ricavi un documento di una pagina con la finestra temporale residua, la soglia minima di eventi stimata sul numero di addetti e l’infrastruttura di osservazione necessaria.
Non determiniamo la percentuale di riduzione né l’importo: quelli restano al consulente del lavoro dell’azienda, e nel documento lo scriviamo.
Il monitoraggio timelapse è videosorveglianza?
Sono due cose diverse per finalità e per configurazione tecnica, ma dal punto di vista
dell’art. 4 della L. 300/1970 rileva la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori: quindi anche un impianto timelapse installato in un cantiere con maestranze inquadrate richiede accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro. Il presidio antintrusione dell’area è un servizio distinto, gestito con il partner BauWatch.
Chi può vedere le immagini?
L’accesso è nominale e limitato ai soggetti indicati dal committente all’attivazione,
tipicamente direzione lavori, impresa affidataria e coordinatore per l’esecuzione. Gli accessi sono tracciati. Nessuna cessione a terzi e nessun uso promozionale delle immagini senza autorizzazione scritta.
Serve l'accordo sindacale anche per i dispositivi indossabili?
Sì, la disciplina è la stessa. Nell’esperienza pratica la finalità di soccorso è più
agevole da rappresentare in sede di accordo rispetto ad altre configurazioni, ma il passaggio non è eliminabile e va gestito come pratica distinta da quella dell’impianto fisso.
Per quanto tempo vengono conservate le immagini?
Il tempo di conservazione dei fotogrammi sorgente è definito nel contratto in funzione della finalità dichiarata, e documentato nella valutazione d’impatto. Le sequenze elaborate per la comunicazione di progetto seguono un regime distinto, concordato con il committente.
Che cosa serve concretamente per la voce E-10 dell'OT23?
Una procedura aziendale di rilevazione e analisi dei mancati infortuni firmata dal datore di lavoro, l’elenco aggregato degli eventi registrati nell’anno suddivisi per area e attività, e le schede di rilevazione con cause, azioni correttive a breve termine e misure di miglioramento a lungo termine, corredate di prove documentali. Il numero minimo di eventi da registrare dipende dal numero di lavoratori e dal settore assicurativo. L’intervento va realizzato su tutte le PAT aziendali.
Chi presenta la domanda OT23?
Il datore di lavoro titolare della posizione assicurativa territoriale, tramite il
servizio online INAIL, entro il 1° marzo 2027 per gli interventi realizzati nel 2026. Non è un adempimento che possiamo assolvere per conto dell’azienda, e la valutazione degli importi spetta al suo consulente del lavoro.
I dati statistici citati in questa pagina provengono da fonti INAIL
(comunicati mensili sulle denunce di infortunio, periodico Dati INAIL, Rapporto
Infor.MO 2025) e sono, per i periodi più recenti, di natura provvisoria e soggetti a
consolidamento. Ultimo aggiornamento della pagina: settembre 2026.
I nostri Servizi
Sempre pronti
ad affrontare nuove sfide.
DroinCam è sempre pronta ad affrontare nuove sfide, grazie alla sua capacità di adattarsi rapidamente alle evoluzioni del mercato e alle esigenze specifiche dei clienti.
Ultime news
Mettiti in contatto
Telefono
+39 075 9002316
Sede
DW Service Srls
Circ. Orvietana Ovest 12
06059 Todi (PG)
Italy
DroinCam



