Timelapse: cos’è, cosa significa e come si fa

di Redazione Droinservice | Mag 2, 2026 | articoli

Timelapse: cos’è, cosa significa e come si fa

Il timelapse è una tecnica che scatta fotografie dallo stesso punto a intervalli regolari e le monta in un video: ore, giorni o mesi diventano pochi secondi. Le nuvole corrono, le stelle ruotano, un fiore si apre, un edificio cresce dal cantiere al tetto. In questa guida trovi che cosa significa, come funziona, come si fa con una fotocamera o con lo smartphone e come evitare gli errori più comuni.

Che cosa significa timelapse

Il termine viene dall’inglese time-lapse, letteralmente «lasso di tempo», e in italiano si scrive in tre modi: timelapse, time lapse o time-lapse. Indica una ripresa in cui la frequenza con cui si catturano le immagini è molto più bassa di quella con cui poi le si riproduce. Se si scatta una foto ogni dieci secondi e la si riproduce a 25 fotogrammi al secondo, il tempo nel video scorre 250 volte più veloce.

È una tecnica nata con la fotografia scientifica e il cinema documentario, oggi usata da fotografi, videomaker, aziende e da chi deve documentare processi lunghi come la crescita di una pianta o la costruzione di un’opera.

Timelapse, video accelerato, hyperlapse e stop motion

Tecnica Come si ottiene Quando usarla
Timelapse Foto a intervalli regolari, fotocamera ferma Eventi lenti: cielo, luce, natura, cantieri
Video accelerato Un video normale riprodotto più veloce Tempi brevi, pochi minuti; qualità da fotogramma video
Hyperlapse Foto a intervalli con la fotocamera che si sposta fra uno scatto e l’altro Percorsi in città, movimenti dentro la scena
Stop motion Si sposta il soggetto a mano fra uno scatto e l’altro Animazione di oggetti e pupazzi

La differenza fra timelapse e video accelerato è la qualità: ogni fotogramma di un timelapse è una fotografia vera, con tutta la risoluzione e la gamma dinamica della fotocamera.

Come funziona: la regola dei fotogrammi

Tutto parte da un calcolo semplice. Un video a 25 fotogrammi al secondo richiede 25 foto per ogni secondo di filmato. Quindi:

  • numero di foto = durata del video in secondi × 25;
  • intervallo di scatto = durata dell’evento ÷ numero di foto.

Esempio: per raccontare un tramonto di un’ora in un video di 10 secondi servono 250 foto, cioè uno scatto ogni 14 secondi circa.

Soggetto Intervallo indicativo
Nuvole veloci, traffico, folla 1–3 secondi
Nuvole lente, albe e tramonti 3–10 secondi
Cielo stellato e Via Lattea 15–30 secondi
Piante e fiori che si aprono 1–10 minuti
Cantiere edile 5–15 minuti, solo in orario di lavoro

Come si fa un timelapse, passo dopo passo

1. Scegli il soggetto e la durata

Decidi che cosa vuoi raccontare e quanto deve durare il video finale. Da questi due numeri ricavi quante foto servono e l’intervallo di scatto.

2. Stabilizza la fotocamera

La fotocamera non deve muoversi per tutta la ripresa: treppiede solido, zavorra in caso di vento, stabilizzatore dell’obiettivo disattivato. Anche uno spostamento di un millimetro diventa un salto evidente nel video.

3. Imposta tutto in manuale

Esposizione, diaframma, ISO, messa a fuoco e bilanciamento del bianco vanno fissati a mano. In automatico la fotocamera corregge ogni scatto in modo leggermente diverso e il video sfarfalla. Fanno eccezione le riprese dal giorno alla notte, dove l’esposizione va cambiata gradualmente e poi uniformata in post-produzione.

4. Scegli il tempo di scatto

Un tempo di scatto lungo crea una leggera scia di movimento e rende il video più fluido; un tempo breve dà un effetto più secco. Di giorno, per allungare il tempo si usa un filtro ND.

5. Programma gli scatti

Serve un intervallometro, integrato in molte fotocamere oppure esterno. Imposta l’intervallo e il numero di scatti e verifica di avere batteria e scheda di memoria sufficienti per tutta la ripresa.

6. Sviluppa e monta

Le foto si sviluppano tutte con le stesse impostazioni, si correggono lo sfarfallio e le variazioni di colore, poi si importano come sequenza in un programma di montaggio e si esporta il video.

Che cosa serve

  • Fotocamera: reflex o mirrorless per la massima qualità; una action cam o uno smartphone per iniziare.
  • Intervallometro: integrato nella fotocamera, esterno o tramite app.
  • Treppiede stabile, eventualmente con zavorra.
  • Alimentazione: batterie di riserva o alimentatore esterno per le riprese lunghe.
  • Schede di memoria capienti: un timelapse di pochi minuti può richiedere migliaia di foto.
  • Software per lo sviluppo e il montaggio.

Timelapse con lo smartphone

Sull’iPhone basta scegliere la modalità Time-lapse nell’app Fotocamera; molti smartphone Android hanno una modalità analoga, a volte chiamata Hyperlapse. Il telefono calcola da solo l’intervallo e consegna un video già montato. È il modo più rapido per provare, ma non permette di controllare intervallo ed esposizione e la qualità resta quella di un fotogramma video. Il telefono va comunque appoggiato su un supporto fermo.

La post-produzione

È la fase che separa un timelapse amatoriale da uno professionale. I passaggi tipici sono:

  • sviluppo uniforme di tutti gli scatti, partendo dal formato RAW quando possibile;
  • deflicker, cioè l’uniformazione della luminosità fra un fotogramma e l’altro;
  • eliminazione degli scatti disturbati da pioggia, nebbia o oggetti davanti all’obiettivo;
  • stabilizzazione, ritaglio e montaggio a 25 fotogrammi al secondo.

Gli strumenti più usati sono Lightroom e LRTimelapse per lo sviluppo, DaVinci Resolve o Premiere Pro per il montaggio.

Gli errori più comuni

  • Sfarfallio: esposizione o bilanciamento del bianco in automatico.
  • Video a scatti: intervallo troppo lungo rispetto alla velocità del soggetto.
  • Video troppo corto: foto insufficienti per la durata desiderata.
  • Salti dell’inquadratura: treppiede instabile, vento o urti.
  • Ripresa interrotta: batteria scarica o scheda piena a metà lavoro.
  • Fuoco che cambia: messa a fuoco lasciata in automatico.

Timelapse di lunga durata: il caso dei cantieri

Quando la ripresa dura mesi o anni, come nella costruzione di un edificio o di un’infrastruttura, i problemi cambiano scala: l’impianto deve resistere a pioggia e sole, alimentarsi da solo, trasmettere le immagini ogni giorno e non spostarsi mai. Per questo nei cantieri si usano impianti dedicati, con fotocamere da 24 MP in custodie stagne, alimentazione da rete o fotovoltaico e connessione 4G.

Se ti interessa questo uso, trovi i dettagli nella guida al time lapse di cantiere: come si fa e che attrezzatura serve, alcuni esempi di video timelapse di cantiere e il servizio di noleggio di impianti timelapse.

Domande frequenti sul timelapse

Che cosa significa timelapse?

Timelapse viene dall’inglese time-lapse, «intervallo di tempo». Indica una sequenza di fotografie scattate a intervalli regolari e poi montate in un video, così che un evento lungo ore, giorni o mesi si guardi in pochi secondi.

Quante foto servono per un timelapse?

Dipende dalla durata del video: a 25 fotogrammi al secondo servono 25 foto per ogni secondo di filmato. Per un timelapse di 10 secondi servono quindi 250 scatti, per uno di 30 secondi 750.

Che intervallo di scatto usare?

Si divide la durata dell’evento per il numero di foto necessarie. Come riferimento: 1–3 secondi per nuvole e traffico, 3–10 secondi per tramonti e albe, 15–30 secondi per il cielo stellato, alcuni minuti per piante e fiori, 5–15 minuti per un cantiere.

Si può fare un timelapse con lo smartphone?

Sì. L’app Fotocamera di iPhone ha la modalità Time-lapse e molti smartphone Android hanno una modalità analoga. Il telefono sceglie da solo l’intervallo e restituisce un video già montato; per un controllo completo servono una fotocamera e un intervallometro.

Che differenza c’è fra timelapse e hyperlapse?

Nel timelapse la fotocamera resta ferma; nell’hyperlapse si sposta fra uno scatto e l’altro, a mano o su un carrello, e il punto di vista si muove dentro la scena.

Che cos’è il flickering?

È lo sfarfallio della luminosità fra un fotogramma e l’altro. Si evita fissando in manuale esposizione, diaframma e bilanciamento del bianco, e si corregge in post-produzione con gli strumenti di deflicker.

Quanto dura un timelapse?

Il video finale dura in genere da 10 secondi a qualche minuto. Le riprese, invece, possono durare da pochi minuti per un tramonto a diversi anni per la costruzione di un edificio.

Che programma serve per montare un timelapse?

Qualsiasi software che importi una sequenza di immagini: Lightroom e LRTimelapse per lo sviluppo e il deflicker, DaVinci Resolve o Premiere Pro per il montaggio, oppure strumenti a riga di comando come FFmpeg.

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